Benvenuti alla Festa Artusiana 2010
Yin e yang, gli opposti. Non alternanza. Non alternativa. Al contrario interscambio, intreccio, arricchimento reciproco. E Artusi? Il nostro Pellegrino Artusi ci spinge a passi probabilmente, a lui, neanche immaginabili. Il piccolo paesaggio del nostro territorio quotidiano e allo stesso tempo l'attenzione ai territori mondiali ci hanno regalato la coscienza di una dimensione locale dai grandi confini, ben oltre all'immagine totalizzante della globalizzazione.
La domesticità della nostra cucina ci ha messo in comunicazione con le domesticità delle cucine mondiali, delle case sparse in ogni angolo della terra, coi loro intrinseci saperi, e ci ha instillato quel desiderio di conoscenza e di arricchimento che, mi piace immaginare, poteva assomigliare allo stato d'animo di Artusi intento a leggere ricette arrivate da tutta Italia.
Domestiche sono anche le peripezie di ogni chef per proporre ricerca, territorio e qualità, nella sua casa, il ristorante dove offre il suo stesso pensiero fatto cibo per passione di ospitalità, contapponendosi all'arido mercanteggiare pietanze. Ancora opposti, quest'anno, al convegno di apertura, il piccolo ambiente casalingo emblema di intimità e il grande spazio aperto della vita pubblica e sociale; un momento condotto dalle donne che più di tutti incarnano l'essenza rivoluzionaria della completezza relazionale.
E poi ancora: il mito della società giusta per tutti, libera da interessi di parte, contrapposto al mondo delle mafie e dei lobbismi, interesse di pochi; il premio a don Ciotti sottolinea a tutti un modo di riconvertire un oggi ingiusto in un futuro prossimo socialmente rispettoso.
Tutto questo viene da Artusi? Ovviamente il nostro concittadino è solo uno strumento per muovere conoscenza, ma siamo fortemente consapevoli che la città di Forlimpopoli questo cammino lo ha fatto e lo ha proposto intorno a sé realizzando un progetto che nel cibo, primario bisogno dell'uomo, ha la sua miniera di frizzanti stimoli.
Altre sfide ci attendono; possiamo pensare a una città che "cura" se stessa dalla logica del mercato economico? La Festa Artusiana può diventare il terreno dove sperimentare una cittadinanza attenta ad un bene comune che è rappresentato dallo sviluppo del proprio paese, della propria terra, dei propri prodotti; in questo senso ognuno è responsabile per il bene di tutti e non solo per il suo rientro personale o associativo. È una provocazione da lanciare a chi ancora crede che il PIL riesce ad assicurare il benessere delle persone! Ce lo hanno raccontato Yunus, Vandana Shiva, Petrella, Latouche; non a caso, tutti personaggi insigniti del premio Artusi.
Un'altra sfida: sognamo una città futura libera dalle tracce immonde del passato, una città che lascia alle generazioni a venire un ambiente più vivibile e meno inquinato, nel rispetto di quella terra che produce tutto ciò che mangiamo; allora un piccolo segno che diventa impegno per tutti. Dalla Festa Artusiana 2010 il comune di Forlimpopoli bandisce da ogni manifestazione pubblica e dalla propria mensa scolastica l'uso di posate, piatti e bicchieri monouso in plastica, preferendo i prodotti biodegradabili e compostabili.
Chi ama la terra, l'uomo, la vita, ci segua!
Non spaventatevi: il divertimento e l'allegria continueranno ad abitare la festa, così come i sapori e i buoni piatti, lo spettacolo e le occasioni di arricchimento culturale.
Ma lo facciamo con un gusto in più: il piacere della consapevolezza!
Mauro Grandini
Assessore alla Cultura
del Comune di Forlimpopoli
La domesticità della nostra cucina ci ha messo in comunicazione con le domesticità delle cucine mondiali, delle case sparse in ogni angolo della terra, coi loro intrinseci saperi, e ci ha instillato quel desiderio di conoscenza e di arricchimento che, mi piace immaginare, poteva assomigliare allo stato d'animo di Artusi intento a leggere ricette arrivate da tutta Italia.
Domestiche sono anche le peripezie di ogni chef per proporre ricerca, territorio e qualità, nella sua casa, il ristorante dove offre il suo stesso pensiero fatto cibo per passione di ospitalità, contapponendosi all'arido mercanteggiare pietanze. Ancora opposti, quest'anno, al convegno di apertura, il piccolo ambiente casalingo emblema di intimità e il grande spazio aperto della vita pubblica e sociale; un momento condotto dalle donne che più di tutti incarnano l'essenza rivoluzionaria della completezza relazionale.
E poi ancora: il mito della società giusta per tutti, libera da interessi di parte, contrapposto al mondo delle mafie e dei lobbismi, interesse di pochi; il premio a don Ciotti sottolinea a tutti un modo di riconvertire un oggi ingiusto in un futuro prossimo socialmente rispettoso.
Tutto questo viene da Artusi? Ovviamente il nostro concittadino è solo uno strumento per muovere conoscenza, ma siamo fortemente consapevoli che la città di Forlimpopoli questo cammino lo ha fatto e lo ha proposto intorno a sé realizzando un progetto che nel cibo, primario bisogno dell'uomo, ha la sua miniera di frizzanti stimoli.
Altre sfide ci attendono; possiamo pensare a una città che "cura" se stessa dalla logica del mercato economico? La Festa Artusiana può diventare il terreno dove sperimentare una cittadinanza attenta ad un bene comune che è rappresentato dallo sviluppo del proprio paese, della propria terra, dei propri prodotti; in questo senso ognuno è responsabile per il bene di tutti e non solo per il suo rientro personale o associativo. È una provocazione da lanciare a chi ancora crede che il PIL riesce ad assicurare il benessere delle persone! Ce lo hanno raccontato Yunus, Vandana Shiva, Petrella, Latouche; non a caso, tutti personaggi insigniti del premio Artusi.
Un'altra sfida: sognamo una città futura libera dalle tracce immonde del passato, una città che lascia alle generazioni a venire un ambiente più vivibile e meno inquinato, nel rispetto di quella terra che produce tutto ciò che mangiamo; allora un piccolo segno che diventa impegno per tutti. Dalla Festa Artusiana 2010 il comune di Forlimpopoli bandisce da ogni manifestazione pubblica e dalla propria mensa scolastica l'uso di posate, piatti e bicchieri monouso in plastica, preferendo i prodotti biodegradabili e compostabili.
Chi ama la terra, l'uomo, la vita, ci segua!
Non spaventatevi: il divertimento e l'allegria continueranno ad abitare la festa, così come i sapori e i buoni piatti, lo spettacolo e le occasioni di arricchimento culturale.
Ma lo facciamo con un gusto in più: il piacere della consapevolezza!
Mauro Grandini
Assessore alla Cultura
del Comune di Forlimpopoli

