Domenica 1 agosto 2021

ore 19 – Casa Artusi, Via A. Costa n. 27

Aperitivi a corte: buone letture e buon cibo. Dialoghi con gli autori.
I luoghi di Dante nelle tavole di Massimo Tosi, con presentazione di Giovanna Frosini (Federighi Editori 2021).
Dialoga con l’autore, Massimo Tosi, l’Assessore alla Cultura del Comune di Forlimpopoli, Paolo Rambelli.

Segue aperitivo.
Evento trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook di Casa Artusi.

ore 19.30 – Piazza Pompilio

Show cooking
Show cooking della vincitrice del Premio Marietta 2020, Deanna Alboresi, in vista della proclamazione alle ore 20.45 dell’edizione 2021.

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dalle 21 alle 23 ca. – sulla Rocca Ordelaffa

In occasione del XXI anniversario del gemellaggio tra Forlimpopoli e Villeneuve-Loubet.
Proiezione sui torrioni della Rocca di immagini della stessa Villeneuve-Loubet e di Auguste Escoffier.

ore 20.45 – Arena centrale in Piazza A. Fratti (corte della rocca)

Consegna del Premio per il Concorso MARIETTA, riservato ai cuochi non professionisti.

Consegna dei Premi MARIETTA ad HONOREM su proposta del Comitato Scientifico di Casa Artusi al Gruppo Culturale “Civiltà Salinara” di Cervia e a Nonna Rosetta di Casa Surace.

Conduce la serata l’attore e premio Marietta ad Honorem 2012, Vito.

a seguire, ore 21.45 ca.

Estate nella bassa
di e con Vito
Vito quando racconta porta un mondo. Il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana. In questo recital che ha protagonisti donne e uomini padani, personaggi zavattiniani che sono legati alla terra e quindi al buon cibo e quindi all’amore, porta un pezzo di quell’identità che parte da Bertoldo, passa per Zavattini e arriva fino a Fellini, quello di Amarcord ossia delle donne enormi; quelle stesse piene di quegli istinti che da sempre hanno fatto dell’Emilia la patria dei sapori. Ci sono storie vere e storie inventate; personaggi fantastici e personaggi reali. Tutti sono accomunati dall’essere surreali, dal vivere nel confine dell’assurdo. Vivere in quel mondo dove la fame faceva i bambini e dove i circhi miseri di provincia erano costretti, durante le permanenze, a cucinare i leoni che essendo magrissimi non sfamavano nessuno. La cucina dell’Artusi; quella delle città della bassa ossia quella stessa pianura che Zavattini amava descrivere con una riga e che quando c’è la nebbia diventa un tutt’uno tra cielo e terra.

A cura della direzione artistica di Terzo Studio Progetti per lo Spettacolo s.r.l.

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